venerdì 24 ottobre 2008

Oggi parleremo di un elemento molto indispensabile all'uomo <> , come ben sapete l'Italia è un paese molto ricco di acqua ma quello che noi non sappiamo che con art. 23bis del decreto legge 112 il nostro caro Ministro Giulio TREMONTI e naturalmente complice l'opposizione, il 5 agosto scorso ha sancito che l'acqua è come un qualunque prodotto e che deve essere gestita da società private. Cosi mentre ci preoccupavamo di Alitalia che non andasse in mano ai "francesi" gli stessi francesi hanno preso l'appalto di diverse aziende italiane che gestiscono l'acquedotto, cosi sono capillarmente al saldo comando delle nostre risorse idriche.
A cominciare dall'ottima acqua della Capitale italiana; e da Parigi controllano la maggior parte delle società che gestiscono l'acqua un pò ovunque : Toscana, Sicilia, Lazio, Calabria, in varie zone dell'Emilia Romagna, Veneto, Friuli, Piemonte, Marche, Liguria.....In Puglia, il simbolo del riscatto dei contadini meridionali, da anni fà gola ai soliti privati: i "monsiuer" dell'oro blu vogliono privatizzare l'Acquedotto Pugliese, la maggiore rete di distribuzione d'acqua in Europa in capo a un unico gestore pubblico e la terza in Europa per numero di abitanti serviti. Ora il Governo italiano serve questo ben di Dio dritto dritto alla tavola delle multinazionali estere con l'art. 23bis. Ma qui non è questione di bandiera, si tratta della vita. Nel nord come nel sud del mondo, pochi soggetti si stanno appropriando del primo bene essenziale per la vita. E' il nuovo petrolio e chi se lo accaparra comanda.
A Latina, il Comitato Difesa Acqua Pubblica calcola rincari in bolleta fino al 300%
Nella zona di Firenze la Publiacqua Spa deve ridare 6,2 milioni di euro agli utenti e il Comitato di Vigilanza sulle Risorse Idriche gli ha intimato di restituirli immediatamente, ed anche in questo caso ci sono di mezzo i francesi.
Il copione è sempre lo stesso i padroni dell'acqua, controllati fuori confine, fanno pagare agli utenti un'acqua salata, si fanno pure finanziare dagli Enti pubblici e intascano prestiti da capogiro indebitando per decenni Comuni, Province e Regioni con banche straniere.
Questo con la complicità diffusa dei principali partiti politici , di destra e di sinistra.
Il SISDE, Servizio Segreto Civile, ha fatto un richiamo alla 54^ Relazione al Parlamento italiano avvertendo del rischio che una risorsa preziosa e strategica come l'acqua finisca in mani straniere. Gli 007 hanno parlato di "minacce alla sicurezza nazionale".
Lo rivela Giuseppe Altamore, vicecaporedattore di "Famiglia Cristiana" nel suo documentatissimo libro "Acqua Spa".
Nella caccia al'acqua italiana, uno dei dogmi è la maggiore efficenza e capacità tecnica delle società private "esperte" rispetto ai vecchi carrozzoni pubblici. Oltre alla favola che i privati hanno quattrini da investire nelle reti idriche che si accaparrano. In realtà, dopo lo sbarco dei colossi francesi dal 1999 al 2005 l'efficenza delle reti si è abassata del 2,9%. Lo certifica una recente ricerca dell'Istat che boccia le reti idriche private, e così gli acquedotti restano un colabrodo, sovente assai peggio di quando erano in mano pubblica e delle varie comunità locali.

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